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Meeting Regionale di Alpinismo Giovanile

Collage Diga del Gleno

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Oggi ci siamo recati in occasione del Raduno Regionale di Alpinismo Giovanile a Vilminore di Scalve (BG). Subito i nuvoloni in cielo ci hanno fatto un po’ pensare, ma ci siamo messi a camminare senza troppe preoccupazioni. Abbiamo attraversato il grazioso paesino di Vilminore, salendo verso la località Pianezza, con meta la diga del Gleno. Giunti nella caratteristica piazzetta di Pianezza abbiamo potuto osservare uno dei quaranta orologi italici ancora funzionanti in Italia e dopo una breve spiegazione sul suo semplice funzionamento abbiamo proseguito il cammino verso la diga. Poco dopo purtroppo è iniziato a piovere e gli organizzatori ci hanno consigliato di scendere verso Vilminore dove abbiamo trovato riparo presso la sede degli Alpini. Poco prima di giungere al riparo ci ha sorpreso un temporale molto intenso con grandine. Un piccolo gruppetto di adulti impavidi hanno continuato la camminata verso la diga e hanno potuto vedere con i propri occhi  i resti della struttura rimasta in piedi .

Breve Storia della Diga del Gleno

La necessità di energia in un contesto di estrema scarsità, induce la Ditta Galeazzo Viganò con sede a Ponte Albiate di Triuggio (MI), per l’esercizio dei propri stablimenti cotonieri, a realizzare un proprio impianto idroelettrico creando uno sbarramento al corso del torrente Povo, in prossimità del piano del Gleno posto a quota 1500 m.
Nel gennaio 1917 la Ditta Viganò è autorizzata a deviare l’acqua del torrente  Povo con una diga artificiale e a sfruttare il bacino del Gleno la cui capacità di 3.900.000 metri cubi è prevista nel progetto di massima a firma dell’Ing. Gmür di Bergamo.
Negli anni 1917-1918 la stessa Ditta dà avvio alle infrastrutture che la grande opera di ingegneria idraulica richiede quali la strada per l’accesso alle maestranze, la teleferica e i binari per l’approvvigionamento dei materiali dal fondo valle.
Nel maggio 1919 viene depositato al Genio Civile il progetto esecutivo a firma dello stesso tecnico che prevede la realizzazione di una diga del tipo a gravità, in muratura di calce idraulica avente uno spessore di 30 m , uno sviluppo di 250 m e un’altezza di 50 m (circa) con conseguente invaso di 5.000.000 di metri cubi di acqua.
Nel luglio 1919 prendono inizio i lavori di scavo nella roccia per l’appoggio della diga  che proseguono con le opere di fondazione e di muratura; nel settembre 1920 la diga raggiunge un’altezza di 18 m.
Nell’agosto del 1920 l’Ing. G.B. Santangelo di Palermo sostituisce l’Ing. Gmür, deceduto.
Nel marzo 1921 il Genio Civile approva il progetto del maggio 1919.
Nel luglio 1921, quando la struttura raggiunge un’altezza di 21.50 m, viene cambiata completamente la tipologia costruttiva optando per quella ad archi con conseguente abbandono di quella iniziale appunto a gravità.
Nel novembre 1921, il Genio Civile approva il progetto di variazione della diga, ma il Ministero nel giugno 1922 diffida la Ditta Viganò all’esecuzione delle opere e ingiunge di presentare immediatamente i progetti di variazione del sistema costruttivo con ulteriori dettagli e verifiche; ciò accade nel febbraio 1923.
Maggio 1923, la diga avanza e mancano ancora una decina di metri in altezza al suo completamento.
22 ottobre 1923, in seguito alle abbondanti piogge l’invaso si riempie completamente per la prima volta e la abbondanti perdite di acqua nella struttura preoccupano non poco gli abitanti dei paesi sottostanti e i tecnici del Genio Civile.
1 dicembre 1923 ore 7.15 Il tragico crollo  e causa inevitabile di morte, distruzione, desolazione in Valle di Scalve e in Valle Camonica.

Fonte: pannello illustrativo presso la Diga del Gleno.

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